Università degli Studi di Salerno

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I prodotti tipici di Acerno

Acerno: il piccolo paesino posizionato al centro dei monti Picentini con una grande produzione ortofrutticola.

Acerno è un piccolo comune della provincia di Salerno e conta poco più di 2500 abitanti. Il paese è posizionato al centro dei monti Picentini, nell’alta valle del fiume Tusciano. Ed è proprio la sua posizione ad aver favorito nel tempo l’incremento nella produzione di prodotti tipici.

Il territorio

Il territorio è ricoperto da vasti boschi di aceri, castagni, faggi, carpini e noccioli. Ed è proprio alla presenza di questi boschi che si fa risalire l’etimologia del suo nome: deriva dal latino acer, che significa acero, in riferimento alla grande abbondanza di questi alberi nella zona.

Le aree agricole del territorio di Acerno comprendono circa 7.221 ettari e producono ortofrutta, cereali e patate.

Per la sua posizione amena e salubre è frequentata sia d’estate che d’inverno e vi sono sorti alcuni alberghi ed aziende agrituristiche.

La produzione di Acerno

La produzione di Acerno è, dunque, molto ampia. Numerosi sono i prodotti tipici del luogo che lo hanno reso un’attrattiva turistica. Basti pensare ad alcune ricette tipiche famose in tutta la regione Campania: i fusilli al ragù di cinghiale, i tagliolini al tartufo nero, il coniglio alla cacciatora, la crema di fragole e tanti altri.

Ci sono alcuni prodotti, però, che hanno ottenuto non solo l’approvazione del cittadino ma anche l’approvazione nazionale. Parliamo dei P.A.T., i prodotti agroalimentari tradizionali inclusi in un apposito elenco, istituito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF) con la collaborazione delle Regioni.

 

I P.A.T. di Acerno

I prodotti tipici di Acerno sono 6:

  • Castagna di Acerno: la fioritura degli alberi di castagno inizia intorno al 10 giugno, mentre la maturazione delle castagne va da inizio ottobre fino ai primi giorni di novembre. Il riccio contiene, generalmente, due castagne dalla polpa di colore bianco, croccante, soda e dolce e dalla buccia di colore marrone brillante con striature più scure. La castagna di Acerno è molto apprezzata sia per le sue eccellenti caratteristiche organolettiche che per la sua notevole serbevolezza, tanto che i frutti sono commercializzati freschi fino a tutto l’inverno.
  • Fragolata di Acerno: la fragolata è un prodotto artigianale della tradizione Acernese che si produce dal 1981 attraverso l’utilizzo esclusivo di fragola selvatica o fragola di bosco, succo di limone sfusato di Amalfi, zucchero e liquore Strega di Benevento. E’ un dessert dal gusto inconfondibile di fragoline di bosco, esaltato dall’aroma del limone di Amalfi, servito in apposite coppe di ceramica vietrese per richiamarne il prodotto.
  • Frutti di bosco di Acerno: i frutti di bosco di Acerno comprendono le tre varietà che crescono spontanee in questo territorio: le fragoline di bosco, i lamponi e le more. Le fragoline di bosco sono di forma tipicamente tondeggiante, di piccole dimensioni, di colore rosso vivo, sapore dolce e intenso, fresco. I lamponi sono a frutto globoso, dal caratteristico colore rosso – rosa e dal sapore caratteristico. Le more sono composte da numerosi piccoli frutti, di colore violaceo molto scuro, quasi nero; hanno un sapore dolce ed acidulo. I tre prodotti crescono in condizioni diverse (soleggiate le fragoline, nel sottobosco i lamponi, nelle aree rocciose le more) ma entrambe in suoli ricchi di materiale calcareo.

 

  • Patata di Acerno: la coltivazione della patata ad Acerno risale al periodo del Fascismo, quando gli acernesi coltivavano le patate non solo negli orti vicino al centro abitato, ma anche ai piedi del Monte Polveracchio. Tale coltivazione avveniva per soddisfare sia le esigenze locali che dei comuni del circondario. Attualmente le patate coltivate sono a pasta bianca e buccia chiara. La loro peculiarità è rappresentata da un sapore marcato e dalla maggiore consistenza della pasta. Queste particolarità sono conferite dalle caratteristiche pedoclimatiche presenti ad Acerno che permette di coltivare in asciutta e senza ricorrere a difesa chimica contro parassiti.
  • Tarallo all’uovo: il tarallo all’uovo è un biscotto a forma di ciambella molto alto (5/7 cm) ricoperto di una glassa di zucchero (naspro) ed eventualmente decorato con granelli di zucchero colorati. Insieme ad altri biscotti artigianali locali, viene preparato in occasione dei matrimoni o altre importanti feste. Infatti ad Acerno è consuetudine preparare il cosiddetto “cartoccio” (confezione di biscotti e confetti) con il quale si omaggiano gli ospiti in occasione di matrimoni, promesse di matrimoni, prime comunioni e feste in genere. Si realizza ad Acerno da sempre, ma le prime memorie e testimonianze risalgono al 1987 quando anche le pasticcerie locali hanno iniziato a preparalo per la vendita al dettaglio o per l’allestimento di banchetti.
  • Pasticella di Acerno: la Pasticella di Acerno è un prodotto artigianale della tradizione natalizia, anche se oggi è presente tutto l’anno nelle pasticcerie del territorio. La sua preparazione nelle famiglie inizia a fine novembre, alla fine del periodo di raccolta delle castagne. Si tratta di un impasto di farina di castagne, uova, vino bianco ed un pizzico di sale, e in un ripieno di zucchero, cioccolata, cacao dolce, anice ed uva sultanina; il tutto, confezionato a pezzi romboidali, viene fritto in olio abbondante e successivamente cosparso di miele.

 

La ricetta della Pasticella di Acerno

La preparazione prevede due step: la realizzazione della sfoglia e dell’impasto di farcitura.

La sfoglia viene preparata mescolando farina, uova, zucchero, sale, strutto e vino bianco.

L’impasto di farcitura è invece formato da: purea di castagne lesse sbucciate, cioccolato fondente, liquore anice, caffè espresso, vanillina, zucchero.

Una volta preparati l’impasto e la sfoglia si procede ad assemblare il tutto. Si comincia stendendo, a fogli sottili, la sfoglia, utilizzando un matterello.

Successivamente si procede con il posizionare l’impasto sulla sfoglia, in piccoli ammassi della grandezza di una noce e distanziandoli tra di loro (circa 10 cm).

Terminati gli spazi sulla sfoglia, si sovrappone un altro disco di sfoglia in modo tale che l’impasto resti tra le due sfoglie e facendo aderire le due sfoglie negli spazi non occupati dall’impasto.

Si procede con il taglio servendosi o di un bicchiere o di appositi tagliapasta circolari.

Servendosi di un coltello a punta, s’incidono i bordi dei dischi con incisioni regolari e si ripiegano verso il centro le linguette che si generano avendo cura di premere bene il punto della piega e alternando le pieghe. Si ottiene così un disco con bordi irregolari per la presenza di tante linguette non piegate. Nel gergo popolare queste protuberanze vengono chiamate “pizzoletti“.

A questo punto si procede con la cottura del prodotto, che viene effettuata in abbondante olio di semi preriscaldato. Le pasticelle s’immergono nell’olio rivoltandole ripetutamente per ottenere una cottura omogenea fino a quando non acquisiscono una colorazione dorata.

Terminata la cottura si rimuovono dall’olio e si ripongono su carta assorbente fino a quando non si raffreddano. Prima di servirle si procede con una spolverata di zucchero a velo.

E ora, avete voglia di andare ad Acerno e gustare tutte le sue prelibatezze? Noi si!