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La pastiera napoletana

I prodotti tipici legati alla tradizione pasquale in Italia sono tanti: la colomba, l’agnello, le uova di cioccolato.

A Napoli invece non c’è Pasqua senza casatiello e soprattutto senza pastiera!

 

 

Tra realtà e leggenda

Sono diverse le leggende che narrano della nascita di questo dolce succulento, ma la più famosa è senza dubbio legata all’usanza di coprire la pastiera con sette strisce di pastafrolla.

Alcuni sostengono che le sette strisce rappresentino la planimetria dell’antico centro storico di Napoli, coi i suoi cardi e decumani: leggenda prontamente smentita vista l’incompatibilità del numero dei cardi, molti più di quattro.

La vera e propria nascita della pastiera napoletana risale al 1500 circa, partorita sicuramente assieme alle tante altre  ricette scritte al tempo del Regno di Napoli.

Ovviamente negli anni la ricetta è stata modificata,  revisionata e, come accadde per altri dolci della tradizione partenopea, perfezionata in ambito monastico.

Si narra che furono le suore di San Gregorio Armeno ad aver divulgato una ricetta della pastiera piuttosto simile alla versione attuale: la volontà di unire alcuni tra i simboli di rinascita della Pasqua, le uova, il grano, per celebrare la vita, con il profumo dei fiori d’arancio dei loro giardini e le spezie orientali, diede origine al dolce che oggi viene apprezzato in tutta Italia.

I sette doni

Ma, tra tutte queste storie, sicuramente la più conosciuta è quella legata al mito della sirena Partenope che abitava proprio il golfo di Napoli e, in particolar modo, l’isolotto di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo.

Gli abitanti di Napoli, per ringraziare la sirena che scelse queste coste come sua dimora e che li allietava ogni giorno col suo canto, decisero di porgerle in dono i prodotti più utili e preziosi della loro vita quotidiana.

Si scelsero sette fanciulle, tra le più belle di tutta la città, per consegnare i doni a Partenope. Ogni offerta aveva un preciso significato simbolico:

  • farina: risorsa che proviene dalla campagna, simbolo di ricchezza;
  • ricotta: offerta dei pastori, simbolo di abbondanza;
  • uova: simbolo di fertilità e di rinascita della vita;
  • grano cotto nel latte: simbolo della fusione tra i regni della natura,  animale e vegetale;
  • fiori d’arancio: il profumo della terra campana;
  • spezie e frutta candita: per indicare lo spirito di accoglienza e di apertura del popolo napoletano a tutte le culture e a tutti i popoli del mondo;
  • zucchero: simbolo di dolcezza, per esaltare il dolce canto della sirena.

Dall’unione di tutti questi ingredienti nasce la pastiera!

 

La pastiera napoletana ai giorni nostri

Tradizione vuole che la pastiera venga preparata il giovedì santo, per poi essere gustata la domenica di Pasqua.

Sono tante le pasticcere e i laboratori che nel corso degli anni si sono vantati di adoperare la ricetta originale della pastiera, che tuttavia cambia e si evolve nel corso degli anni e per assecondare i gusti e le mode del tempo.

Proprio per questo la pastiera napoletana è uno di quei dolci tipici che vengono prodotti soprattutto in casa: ogni massaia napoletana che si rispetti si vanta di avere la ricetta originale della pastiera, tramandata di generazione in generazione e contesa tra le varie famiglie.

Ma, qualsiasi sia il modo giusto di creare questa prelibatezza, una cosa sulla quale concordano tutti è certa: bisogna decorarla con sette strisce di pasta frolla incrociate sulla sua superfice, quattro in un senso e tre nell’altro, a ricordare i sette doni fatti dai napoletani alla sirena Partenope.

 

La pastiera, prelibatezza della pasqua napoletana, campana e di tutta Italia…non è davvero Pasqua se non ne assaggiate un pezzettino!

Pronti a gustarla? Manca poco!

Felice e serena Pasqua da tutto il team di Hetor